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Warburg č stato un grande scienziato che ha gettat
Warburg č stato un grande scienziato che ha gettat


Riassumendo: Warburg è stato un grande scienziato che ha gettato le basi per la comprensione del metabolismo nei tumori. Partendo dall’osservazione che le cellule tumorali hanno maggiori livelli di glicolisi rispetto a cellule sane, ha ipotizzato che l’assenza di ossigeno possa essere la causa dei tumori. Studi successivi hanno dimostrato che la causa trainante dell’insorgenza del cancro non è l’assenza di ossigeno, ma l’accumulo di mutazioni. 



Bene. Ora possiamo arrivare al dunque: perché il bicarbonato, secondo taluni, dovrebbe curare e prevenire il cancro? In base ad una evidente scorretta interpretazione degli scritti di Warburg, alcuni sostengono che l’assenza di ossigeno causi l’acidificazione dei tessuti e che questo porti all’insorgenza del cancro. Poco sopra, però, abbiamo visto come ci sia realmente un aumento della produzione di acido lattico in assenza di ossigeno, ma anche come sia questo fenomeno ad essere dovuto al cambio del metabolismo delle cellule e non il contrario. Partendo dunque da un’osservazione scorretta, l’uso del bicarbonato dovrebbe avere lo scopo di alcalinizzare l’ambiente tissutale e curare o impedire l’insorgenza del tumore.
L’ipotesi di usare il bicarbonato come aiuto nella cura del cancro è stata, tra l’altro, valutata a vari livelli dalla comunità scientifica. Gli studi hanno dimostrato che, in alcuni casi, la somministrazione del composto è in grado di aumentare in maniera lieve l’efficacia della chemioterapia, ma in molti altri casi è causa addirittura un aumento della crescita tumorale. Questo perché, come lo stesso Warburg scrive in uno dei suoi articoli, il bicarbonato è in grado di accrescere ulteriormente la velocità della glicolisi che, come abbiamo detto, nei tumori è già alterata. Oltre ai sostenitori di questa scorretta interpretazione, altri hanno pensato di usare il bicarbonato nella cura del cancro, ma con diversa motivazione. Si parla dell’ex medico , radiato e condannato, Tullio Simoncini che identificava in un fungo, Candida albicans, l’origine del cancro. A suo parere, ogni tumore si sarebbe formato partendo da una ciste creata dalle ife fungine. Il bicarbonato avrebbe dovuto curare il tumore semplicemente uccidendo il fungo. Peccato che Simoncini stesso abbia dichiarato di non aver mai cercato la Candida nei tumori e di non aver pubblicato nulla a riguardo. La scienza, tuttavia, l’ha fatto: da analisi istologica dei tessuti è stata rilevata la presenza di candida nel 2% dei tumori solidi, ma non come causa primaria bensì come infezione opportunistica. La Candida albicans, infatti, è normalmente presente nel nostro corpo e come molti altri microrganismi approfitta delle condizioni di debolezza. I tumori in cui è stata trovata, per altro, appartengono a tessuti normalmente soggetti ad infezioni da candida come pelle e tratto uro-genitale. 


L’errore più grave della teoria di Simoncini è soprattutto quello di attribuire ad un fungo l’origine di tutti i tumori. Un po’ come assumere che l’Elicobacter pilori sia responsabile di tutte le neoplasie o le ulcerazioni. Esistono casi di tossine o microrganismi alla base di particolari tipi di tumori, ma non si tratta mai di fenomeni generali.
Cosa invece è sicuramente in grado di fare il bicarbonato di sodio se assunto in quantità massicce? Causare una alcalosi metabolica.
Il nostro corpo è costruito in modo da autoregolarsi il meglio possibile, soprattutto per quel che riguarda il suo pH. Esistono enormi sistemi tampone che tendono a riportare il pH dei nostri tessuti a livelli ottimali. Sottoporre un paziente, già indebolito dal tumore, ad un’iniezione di bicarbonato può portare a gravi scompensi di questo equilibrio che si riflettono nel bilancio dei liquidi e degli ioni nei tessuti. Gli effetti si ripercuotono a cascata su tutto l’organismo portando, nei casi più gravi, alla morte.
Gli studi condotti fino ad ora dimostrano che un’iniezione di bicarbonato ha come unico effetto positivo il coadiuvare l’effetto dei chemioterapici e solo in alcuni casi. Tale effetto non risulta talmente incisivo nella cura dei tumori da rendere giustificabile il correre il rischio ben più presente di una alcalosi metabolica o della crescita tumorale. Paradossalmente anche il cianuro curerebbe il cancro, ma ho i miei dubbi che qualcuno di voi sarebbe disposto a correre il rischio. 

 


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Nessuno di noi crede che le case farmaceutiche siano giganti bianchi animati dal senso civico, ma abbiamo la ferma convinzione che ciascuno di noi sia dotato di un cervello e che possa usarlo al meglio per distinguere tra scienza e pseudoscienza, tra cura e plagio.